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ERMANNO
BAROVERO
"Rosa - Rosae"
Galleria Franca Prati, Palermo,
1998 |
Ermanno
Barovero, presentazione Ermanno
Barovero tentato dalla rosa..., un "soggetto" che è una nuova, non
facile sfida. L'artista torinese sa infatti, che la rosa è ingannevole,
che nell'armoniosa circolarità della sua forma nasconde trappole,
questo fiore bello per eccellenza, icona perenne dei poeti, luogo di ogni
immaginario romantico, declinazione di innumerevoli stratificate memorie,
di innumerevoli amori, innumerevoli quadri. Barovero sa del pericolo e
non lo teme, sa che potrebbe perdersi nel raccontare lo sfaldarsi morbido
dei petali, conosce e trattiene la seduzione naturalistica che s'affaccia
dietro ogni pennellata, che emana come un profumo dall'idea stessa di una
qualunque comunissima rosa, nell'ergersi altero del bocciolo, festa degli
occhi, splendore del colore... E allora aggredisce la sua musa, la sbatte
sul fondo di una latta, la costringe ad esalare i suoi ultimi respiri su
lastre di ferro, la insulta nel nero cerchio barocco di un contenitore
di petrolio, perche' possa rinascere nell'arte, purificata, salvata dall'eterno
sfiorire e da ogni stinto sentimentalismo, ed essere altro... altro da
se'... meno che mai fiore. Così la ritroviamo percorsa da segni
elettrici, carichi di energia, gigantesca e rossa, iperbolica, di carne,
di sangue, figura e luogo, seriale e sempre diversa; e soprattutto è
pittura, bruciante, graffiata, amata.
In questi recentissimi quadri,
Barovero dimostra una volta di piu' come la pittura di oggi possa confrontarsi
ancora, e a lungo, coi vecchi temi naturalistici, attraverso una messa
in valore della percezione individualistica e privata del mondo e di ogni
cosa, e come la poesia, ricompitare stralci di significati, magari ricominciando
con armi ben affilate a parlare di fiori. |