 |
HERMANN
NITSCH
Studio Cavalieri,
Bologna, 1993
"Il Resto del Carlino"
20.10.1993 |
Sangue
su tela
Probabilmente a qualcuno
sono rimaste in qualche recesso della mente, le sensazioni tetre e mistiche,
l'aria stomachevole, l'immagine sanguinolenta delle performance di Hermann
Nitsch. Chi ebbe in passato la fortuna di assistere ad una delle sue messinscene,
famose fin dalla seconda metà degli Anni Sessanta e replicate oggi
dall'artista a carissimo prezzo (si dice centocinquantamilioni a spettacolo),
testimonia che si trattasse di operazioni estetiche estremamente teatrali,
decisamente lugubri e orgiastiche, durante le quali l'artista, spesso bardato
con paramenti sacri, squartava con le sue stesse mani corpi di animali,
che divenivano così tragiche fonti per sgocciolare di sangue e visceri
le carte e imbrattare di materiale organico ragazzi nudi, in un parossismo
di terrore, misticismo e sesso. Fotografie e tracce di tali agghiaccianti
copioni, sono in mostra allo Studio Cavalieri, cimeli oggi un po' stinti,
malinconicamente fragili e relittuali che riacquistano tutta la loro carica
disgustosa se ricondotti alla loro origine. Tuttavia, superando il naturale
sconcerto che si prova di fronte a tele e sacchi macchiati di sangue, a
cui si mescolano frammenti di tessuti, peli e vernici, simili a piogge
di sangue rosso vivo, resta la presa di coscienza della personalità
trasgressiva di Nitsch, che ha violentato gli ultimi territori concettuali
negati all'arte, e in anni ormai lontani di provocazioni sociali e morali,
ha portato e porta tuttora ad estreme conseguenze l'idea di un'arte non
scissa dalla vita, ma ostentata nei suoi aspetti più crudi, gli
stessi che la società spesso ancor oggi rimuove o neutralizza come
tabù, quelli appunto della morte, della violenza, della paura, del
sesso, della fede; rischia però Hermann Nitsch di trasformarsi,
perduta la verve degli anni migliori, in un vecchio macellaio. |