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GLI
ORI DEGLI ETRUSCHI
Tra Mito e Scienza
Nuove ed entusiasmanti scoperte
archelogiche
Museo Civico Archeologico
di Bologna, 1995 |
Presso il Museo
Civico Archeologico di Bologna aprirà la mostra "Il dono delle Eliadi.
Ambre e Oreficerie dei Principi etruschi di Verucchio", organizzata in
collaborazione con la Soprintendenza Archeologica dell'Emilia Romagna e
già ospitata nel Museo Civico di Verucchio (Rimini).
L'esposizione consentirà
di ammirare i materiali più rari e preziosi provenienti dai corredi
funerari etruschi di età orientalizzante (fine dell'VIII e VII secolo
a.C.) ed in particolare i bellissimi gioielli in ambra, resi ancora più
affascinanti dalla poesia del mito. Si narrava infatti, per spiegare l'origine
dell'ambra, che Fetonte, figlio di Elio, il Sole, dopo aver osato guidare
il carro del padre, venne punito e precipitato nel fiume Eridano (identificabile
con il Po). Le Eliadi, le figlie di Elio, accorse al fiume per piangere
la morte del loro fratello, si trasformarono i pioppi; le loro lacrime
scendendo dai rami, divennero gocce d'ambra (electra, in latino). Dunque
secondo gli antichi, questo materiale che ha caratteristiche inconfondibili
di colore, trasparenza, iridescenza, calore ed elettricità (electrum),
nacque come ricompensa degli dei per la morte di un essere divino. E' per
questo che il mondo antico attribuiva all'ambra proprietà magiche
e terapeutiche e veniva considerata come un dono particolarmente prezioso.
Di gioielli in ambra, che
in realtà è una resina fossile, ne sono stati trovati numerosi
nei corredi funerari di Verucchio: molte fibule, le spille che fermavano
le vesti, e poi collane composte da perle, orecchini con grandi pendenti
a disco, spilloni, e persino nei manici di tazze in ceramica. La lavorazione
raffinata dimostra la grande perizia raggiunta dagli artigiani locali che
lavorarono per una committenza d'alto rango e che seppero produrre anche
oggetti raffinati d'oro e di pasta vitrea, insieme a cesti e suppellettili
di legno, eccezionalmente arrivati fino a noi per fortunate e straordinarie
condizioni di conservazione del terreno. Sarà questa l'occasione
anche per rivedere i corredi funerari dei principi etruschi di Verucchio
esposti abitualmente nel Museo Archeologico di Bologna, composti da tavoli,
poggiapiedi, recipienti di legno e persino un trono intagliato con scene
di vita domestica e pubblica.
Una mostra dunque che si
preannuncia ricca di affascinanti testimonianze sulla comunità etrusca
insediatasi in Romagna attorno al IX secolo a.C., poco lontano da Rimini,
e che sarà una ulteriore occasione per riavvicinarsi a quel lontano
mondo, ancora in parte misterioso.
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